
L’EUDR, il nuovo regolamento 1115/2023 dell’Unione Europea sui prodotti associati alla deforestazione, entrato in vigore il 29 giugno 2023, dovrebbe avere la sua piena applicazione il 30 dicembre 2025 per le imprese medie/grandi, e il 30 giugno 2026 per le micro e piccole, ricordando come tale normativa abroghi o sostituisca l’EUTR, UE 995/2010, creato principalmente per combattere il commercio di legno illegalmente raccolto, mentre invece L’EUDR ha un campo d’azione molto più ampio non riguardante solo il legno, ma anche altri prodotti forestali o derivati.
L’introduzione di tale nuovo strumento avrà di conseguenza notevole implicazione nell’ambito del packaging di lusso, dove vengono molto utilizzati materiali quali carta di pregio, cartoni speciali, inserti in legno ed altro attinente al legno, per cui sarà fondamentale al fine di rientrare nei parametri richiesti dall’Unione Europea che i prodotti rispecchino questi tre punti principali.
- Deforestation-free: le materie prime non devono provenire da aree deforestate o degradate dopo il 31 dicembre 2020.
- Legalmente conformi: la produzione deve rispettare le leggi ambientali e forestali del Paese d’origine.
- Tracciabili: l’azienda deve poter dimostrare la geolocalizzazione delle aree di raccolta delle materie prime.
Nella fattispecie molto frequente di importazione di packaging di lusso o componenti di esso dalla Cina, che rappresenta il principale produttore mondiale globale, verso l’Unione Europea, il principale obbligo introdotto da EUDR per l’azienda importatrice sul mercato UE, sia essa un fornitore o l’utilizzatore finale, si può quindi sintetizzare nella preparazione di una complessa Dichiarazione di Conformità, chiamata anche Dichiarazione di Due Diligence, che andrà depositata nel sistema informativo EUDR dell’UE prima di immettere il prodotto sul mercato, dove andranno ampiamente inseriti documenti chiari che attestino quanto richiesto dai tre punti principali sopra indicati.
Se non si rispetteranno tali disposizioni, nella misura in cui la dichiarazione non venga suffragata da quanto richiesto, o addirittura non venga proprio inserita nel sistema, il prodotto non potrà essere immesso sul mercato dell’Unione Europea e, se fatto, sarà passibile di ritiro con sanzioni inclusive di multe, divieto di vendita, esclusione da appalti pubblici, confisca delle merci ed altro.
E’ chiaro che se l’onere della dimostrazione di quanto richiesto dal nuovo regolamento EUDR spetta a chi importa il prodotto, nella fattispecie della Cina sarà fondamentale che le aziende di tale nazione si adeguino per soddisfare le nuove richieste di trasparenza e documentazione, e in tal senso i vari fornitori dovranno fornire in particolare prove solide di origine del legno, della carta, della pelle e di altro, con la complicazione aggiuntiva derivante dal fatto che, se tali materie prime provengono da province o zone soggette a deforestazione o degrado forestale recente, possa diventare molto più complicato esportare legalmente verso la UE.
Inevitabile, tra l’altro un incremento di costi e tempi per la complessità amministrativa di ottenere certificazioni, verifiche satellitari o geografiche, documenti legali, audit esterni, motivo per cui l’iniziale entrata in vigore del nuovo regolamento EUDR sia stata posticipata di un anno esatto rispetto alla data originaria, ma il nuovo concetto introdotto di “deforestation-free” potrà sicuramente essere sarà un argomento molto forte per i brand, specie quelli del lusso, da utilizzare quale vantaggio competitivo nell’ottica della sempre maggiore esigenza legata alla valorizzazione della sostenibilità, ma al tempo stesso ulteriore garanzia di affidabilità e serietà per le produzioni dell’Estremo Oriente, soprattutto della Cina.
In definitiva L’EUDR rappresenta una regolamentazione rigida ma indispensabile, in un contesto storico rappresentato da un sempre maggior bisogno di sostenibilità ambientale, che può diventare una forte leva di marketing per le aziende che potranno porsi nei confronti dei consumatori come dei pionieri, aspetto che specie nell’ambito del lusso dovrebbe aumentare ulteriormente il valore percepito del brand non misurabile più solo con l’esclusività estetica, ma anche con la responsabilità, senza trascurare per quanto riguarda in particolare le produzioni cinesi una definitiva garanzia di trasparenza.
